Fenomenologia dell’uomo travi(s)ato: parte #1

… O tutto quello che le donne Lasciamo perdere, tanto non capiscono mai un cazzo.

Non mi ritengo una grande esperta di uomini o di psicologia infantil-maschile. E neanche ci tengo troppo ad esserlo a dirla tutta. Non per bigottismo, per carità. Ma per il semplice fatto che molte domande è sempre meglio non farsele. Tanto le risposte non arriverebbero. Tanto seppure dovessero arrivare non mi piacerebbero.

Dicevo, non mi ritengo un’esperta di uomini, ma una grande ascoltatrice sì, questo sì. E vi posso dire che negli ultimi mesi ne ho sentite tante su di loro, ma talmente tante di quelle che proprio non è giusto tenerle tutte per me. Ma lo faccio per il progresso della nostra sanità mentale, per l’evoluzione della specie femminile verso il nirvana, per la salvaguardia del gentil sesso come dire. Di primo acchito non saprei neanche come catalogarle queste “storie di uomini”. Eppure ci proverò.

Ho pensato che, forse, l’unico modo per farlo è cercare di raccogliere le idee e dare un’organizzazione al tutto. Un po’ come quando si catalogano i libri in biblioteca. Un po’ come quando si ricostruiscono i profili psicologici-comportamentali dei serial killer. Ecco esattamente così. Perché di questo parliamo signore mie, di serial killer non di Uomini. Di soggetti dalla natura compulsiva che colpiscono puntualmente il sistema nervoso delle donne secondo schemi ben precisi e riconoscibilissimi. Mancando per giunta di fantasia ed originalità.

Mi sento quasi più offesa per questo che per il fatto in sé. La totale assenza di creatività comportamentale è per me un insulto imperdonabile, un’offesa al nostro senso dell’umorismo che, per giunta spesso, ci rinfacciano di non avere. Che superficialità impagabile!

Ma addentriamoci nelle cripte oscure di questi esseri pelosi, dotati disgraziatamente di protuberanza esterna ad altezza mediana di cui vanno tanto orgogliosi neanche fosse il sacro graal. Vediamo di cosa si tratta: iniziamo ad analizzare qualche esemplare che merita di essere stanato (si può dire anche sputtanato, nessuno si offende).

Il Peter Pan alla ricerca delle mille Wendy

foto peter pan

Che quando uno dice “non cresci mai” non è che glielo dice tanto per dire. Non è che una si diverte a fare la mamma-maestrina sempre pronta a piantargli una stecca di legno sulle mani stile Suora Assunta della scuola d’altri tempi. È che l’uomo peter pan proprio funge da batteria a quell’orologio biologico che vuoi non vuoi è una delle costole della donna.

Il cavallo di battaglia del peter pan non è quello di non essere in grado neanche di aprire l’oblò della lavatrice (seppur già codesto fatto sia di rilevante importanza). Il peter pan si distingue per la sua disperata ricerca di una wendy, anzi di mille wendy. Insomma di una wendy dopo l’altra, intendo. Una e una e un’altra ancora. E via giù con le wendy che gli capitano tra le mani. Sotto a chi tocca, non si fanno prigioniere ma solo ferite d’amore.

Una sorta di Don Juan de noantri (con tutto il dovuto rispetto per l’originale). Lui, peter, le ama tutte. Senza distinzione di classe, età, colore, cervello. LUI LE ADORA INCONDIZIONATAMENTE. Tutte. Peter le ama con quell’ardore che neanche Dante con Beatrice, con la differenza che Peter lascia il seme. Ops, il segno. Il segno di Peter è che come tutti i bambini si sa far voler bene. E quindi è difficile restare indifferenti. Gli si vuole bene. Certo, fino a quando non si prende piena consapevolezza che sull’Isola che non c’è sono atterrate una-nessuna-centomila Wendy.

E nuova luce (di avvilimento) cala sul peter…

  • Il problema di lei: punta alla crescita emotiva (di lui ovviamente)
  • La soluzione: trovare il punto di distacco
  • Speranze: non pervenute

L’uomo che gongola sull’altalena

foto sceicco bianco

Lui, signore mie, è forse quello che preferisco. L’uomo che ama gongolare sull’altalena è l’uomo dalle mille e una vita. È capace di vivere due vite/storie contemporaneamente: il futuro e il passato. Sperimenta un giorno il futuro con la donna di turno, un giorno il passato con la donna di sempre. È in perenne moto ondulatorio: avanti e indietro, avanti e indietro. Che si fa? Si va avanti verso l’incerto di una nuova storia o si resta indietro al calduccio della coperta tarlata del passato? Ma perché non provare entrambi i casi.

Alla fine è semplice: un giorno la donna del futuro, così da provare l’ebbrezza della vita meravigliosa che si potrebbe avere ma che non si hanno abbastanza palle per coglierla al volo; e un giorno la donna del passato, che gli dà rifugio da quelle emozioni di cui è sempre meglio non fidarsi completamente.

Che voi pure questo non lo sapete: se poi la donna del futuro è diversa dalla donna del passato a cui si è abituati? Eh! E poi come la mettiamo se la donna del futuro ha un carattere ben definito con cui l’uomo altalena deve confrontarsi? Che si fa? Ma perché mai dovrebbe mettere in gioco tutto quello che è stato lui e la sua vita finora così, per un sentimento che alcuni non lo provano neanche in un’intera vita? Ah matte, ma come vi vengono in mente certi pensieri eretici?!

Io solo una cosa voglio dire: fai attenzione uomo-altalena, che a scoprirti troppo potresti prendere un raffreddore, ma a restare troppo coperto rischi la scrofola.

  • Il problema di lei: continua a farsi domande sul perché del suo oscillare
  • La soluzione: trovare il punto di chiusura
  • Speranze: non pervenute

Il malinconico (ma non troppo)

E accade così, che di punto in bianco Lui, il Malinconico, sogna Leopardi, che gli infonde un po’ di quel pessimismo cosmico a lui tanto caro. [che poi Leopardi pure, doveva essere un altro… capisco la doppia gobba, la fotofobia e la colite pseudomembranosa ma con le seghe mentali che si faceva muoveva i treni]. E quindi la mattina dopo il suo “sogno leopardiano”, il Malinconico si sveglia con questo senso di dolore cosmico che proprio non sa tenere nelle mutande.

Che fare allora? Pensa e ripensa, pensa e ripensa… ma perché non ricontattare l’ex? Trasformiamo i dolori del giovane Wherther nei dolori del giovane ventre della povera malcapitata. Perché, in fondo, si rende conto di non avergliene fatte ancora abbastanza. Quindi perché no, risucchiamola in questo suo momento di noia assoluta senza festini a destra e a manca.

Perché forse non lo sapete, ma la chiusura di Ibiza c’è a settembre. E da ottobre fino alla riapertura di maggio che fa il Malinconico? Le racconta che il ricordo di lei non lo fa dormire, che lo costringe a pregare ogni attimo per poter avere ancora anche soli 5 minuti della sua vita. Che poi fino all’anno prima ha fatto di tutto per rovinargliela questo è un altro conto. Che c’entra su!

L’ex sembra non reagire con pathos e disperazione? Bene, cambia l’immagine profilo di whatsapp con quella di un treno in corsa dagli “ambigui” significati. E speriamo di impietosirla almeno così.

  • Il problema di lei: sbigottimento, costipazione e Il Pensiero
  • La soluzione: ignorare per punire (e sopravvivere felici)
  • Speranze: www.trenitalia.com così che non gli sfugga il prossimo treno utile sotto cui adagiarsi

L’uomo Freud e l’amore per la psicoanalisi pudica

Un bouquet di seghe mentali ben affilate è quello che risiede nella testa dell’uomo Freud. L’uomo Freud dovrebbe farsi dare una mano dall’uomo Peter e viceversa. Una bella seduta di gruppo per cercare di trasfondersi l’eccesso/mancanza dei loro ormoni. Un po’ come il principio dei vasi comunicanti: se messi vicini Peter potrebbe ragionare un pochino con l’organo cerebrale e Freud riuscirebbe forse a farsi una sana scopata senza troppi dilemmi. Non so, potrebbe funzionare. Certo sarei curiosa di sentire che discorsi scapperebbero fuori.

Ad ogni modo l’uomo Freud passa le sue giornate a psicoanalizzare i comportamenti della donna incredula e disarmata. La donna passa le sue giornate a capire il da farsi per non cadere in fallo, per non offenderlo e per cercare di fare la cosa che lo convinca essere lei quella giusta. Quando, invece, la soluzione sarebbe semplicemente essere se stesse.

E se qualora ci fosse mai qualcosa per cui l’uomo Freud ti guarderà storto, tu, donna prode e coraggiosa, pensa sempre che qualsiasi cosa tu faccia sarebbe interpretata in modo diverso da quello che è realmente. Ah, dimenticavo: naturalmente interpretata sempre nell’accezione negativa. Altrimenti sarebbe una roba troppo audace e ottimista.

  • Il problema di lei: farsi troppi problemi per andargli bene
  • La soluzione: regalargli un pacchetto Groupon per un buon psicoanalista
  • Speranze: non pervenute… a meno che non si trovi una cura per seghe mentali. E non dite una bella scopata perché l’uomo Freud andrebbe in panne

Per ora mi fermo qui, ma non è detto che non torni con un secondo appuntamento sulla Fenomenologia dell’uomo travi(s)ato. Che ne è pieno il mondo di croci pari a queste (se non peggiori). Date retta a me.

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