Il ragazzo invisibile

foto Il ragazzo invisibile
Film Il ragazzo invisibile

Chi non ha mai sognato, almeno per una volta nella vita, di essere invisibile al mondo, alle persone, alle circostanze. Un desiderio più diffuso di quanto non si pensi soprattutto in giovane età, quando gli esistenziali problemi degli adolescenti si mescolano con la potenza cinematografica dei supereroi.

Se un giorno, poi, come per magia, questo desiderio si avverasse e si riuscisse ad oltrepassare tutto e tutti con il dono dell’invisibilità: ma quanto ci renderebbe felici? Ci regala un’idea molto chiara il regista Gabriele Salvatores con il suo ultimo film Il ragazzo invisibile, grazie al quale il genere dei Superhero fa capolino tra le maglie del cinema italiano. C’era da aspettarselo che Salvatores continuasse a seguire la scia della sperimentazione di genere, ma fino a questo punto, forse, non c’avremmo mai sperato.

Di primo impatto verrebbe da chiedersi se Il ragazzo invisibile sia un film per ragazzi o una pellicola che si è lasciata contagiare dalla Marvel mania. In realtà Il ragazzo invisibile non tenta neppure di confrontarsi con i superpoteri della Marvel, ma “si batte” per oltrepassarli, entrando in un genere ancora abbozzato ma con un forte potenziale.

Il film ha per protagonista Michele (Ludovico Girardello), un adolescente apparentemente come tanti che vive in una tranquilla città sul mare. Non si può dire che a scuola sia popolare, non brilla nello studio, non eccelle negli sport. Ma a lui, in fondo, non importa. A Michele basterebbe avere l’attenzione di Stella (Noa Zatta), la ragazza che in classe non riesce a smettere di guardare. Eppure ha la sensazione che proprio lei non si accorga di lui. Ma ecco che un giorno il succedersi monotono delle giornate viene interrotto da una scoperta straordinaria: Michele si guarda allo specchio e si scopre invisibile. La più incredibile avventura della sua vita sta per cominciare.

foto ludovico girardello
Ludovico Girardello – foto di Claudio Iannone

Da qui inizia un viaggio attraverso la personalità di un ragazzo alle prese con la fase più delicata della vita: l’adolescenza. La difficoltà che Michele incontra nel trovare e affermare (e dunque vedere allo specchio) la propria personalità viene posta sullo stesso piano di un sogno, quello di essere un supereroe con la forza di superare qualsiasi ostacolo.

La costruzione del supereroe è basata naturalmente sui sentimenti che il protagonista prova. Una sorta di riflesso onirico, che prende vita dalla fantasia di un ragazzo ancora in “fase di costruzione”. Il fantasy è la chiave che Michele è riuscito a scovare per aprire la sua porta ed evadere da una realtà adolescenziale faticosa da gestire. Salvatores ci fa entrare in un sogno con l’arte del fumetto, di cui riscontriamo i tratti nel montaggio e nelle inquadrature. Il sogno di un adolescente, dove capisce per la prima volta di esistere davvero.

Non vi aspettate, quindi, di trovare con Il ragazzo invisibile un film dagli effetti speciali stratosferici. Preparatevi piuttosto a conoscere una storia che vi catturerà per la sua forza espressiva e i messaggi (neanche troppo) subliminali che lancia fotogramma dopo fotogramma. Gabriele Salvatores ha dichiarato alla stampa:

Se hai la fortuna di vincere un Oscar è come avere un superpotere. E da un grande potere derivano grandi responsabilità.

foto Gabriele Salvatores
Gabriele Salvatores – foto rbcasting

Il superpotere di Salvatores è stato quello di riuscire con stile e spirito di novità a mandare un messaggio dalla voce grossa alle nuove generazioni che, troppo spesso, si lasciano tentare dalla tendenza al bullismo. Ma non solo, ne Il ragazzo invisibile si paventano anche quei problemi che nell’adolescenza fanno eco giorno dopo giorno, il forte senso dell’amicizia, il sentito e complesso rapporto con i genitori e, infine, quel tocco di fantascienza accennata che i ragazzi si sa, adorano. Gabriele Salvatores con Il ragazzo invisibile si è munito di un’arma unica nel suo genere: fantasy per i giovani e società contemporanea per il pubblico adulto.

La chicca finale di un film che non lascia nulla al caso? L’iniziativa proposta da Salvatores per la colonna sonora, in cui ha messo mano personalmente con l’aiuto di Indigo Film, Rai Cinema, 01 Distribution e il sostegno di Radio Deejay. Il regista italiano ha affidato le musiche del film a dei giovani musicisti, selezionati tra centinaia di talenti, che hanno inviato i loro brani. La scelta è caduta non su un solo vincitore ma addirittura tre, che hanno vinto il bando Una canzone per Il ragazzo invisibile.

Senz’altro un modo democratico per dare spazio a musicisti senza etichetta ma, in particolare, una possibilità offerta a centinaia di giovani adolescenti di rendersi visibili ai più con un talento che a volte resta nell’ombra.

Guardiamoci il backstage delle registrazioni delle canzoni vincitrici del concorso, che mostra chi sono i giovani musicisti, non più invisibili grazie all’iniziativa fortemente voluta da Gabriele Salvatores.

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