Se una notte di maggio, le lucciole

se una notte di maggio, le lucciole
se una notte di maggio, le lucciole

Sarà l’attesa delle lucciole alla luce di un tramonto infuocato.

Ed è una prima scintilla, a scacciar via le ombre infauste. Poi un’altra, a sfumare i ricordi. E una terza. Ad accendere il mondo.

Mi scopro a volteggiare con le lucciole tra fili d’erba e non ti scordar di me. In un momento sordo. Per asciugare le ferite bagnate.

Si nasce o si muore, in quel ramo della notte che infiamma il petto. Perse in un caos luminoso, due anime distanti, uno spirito irrequieto. A raccontare alle lucciole ciò che è taciuto.

Lo custodiscono in scie lucenti, sospese tra nuvole e fieno falciato. Si ritrovano clandestini della notte. Ad abbracciarsi in uno spirito aspro, chetato dal canto dei grilli. È giunta l’ora di partire, come sognatori alla deriva in cerca di luce tenue. In cerca di risposte che si confondono con sogni ruggenti e stelle cadenti.

Se una notte di maggio, le lucciole… si arde come braci, ci si sporca con le stelle.

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