Supreme dream team

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Supreme dream team

Dopo la giornata appena trascorsa, sento dal profondo il dovere di raccogliere le idee e fare il punto della situazione: chi sono in realtà le persone con cui condivido 8 ore al giorno e sottolineo 8 ore al giorno? Quello che per convenzione chiamerò dream team, è una manciata di poche persone a cui qualche prode ha affidato vari siti tematici. Ma andiamo per ordine…

 

L’avvocato mancato (buon per gli sventurati clienti) si occupa di viaggi. Una laureata in giurisprudenza capace di svelare nel verdetto finale il segreto della truffa del suo cliente. Una roba alla di che colore è il cavallo bianco di Napoleone. Tutto questo se il nostro boss non l’avesse messa a scrivere di viaggi. I viaggi di ogni mattina in treno per venire al lavoro e i viaggi di fantasia sfociati in un comico non sense, neanche fosse fatta di peiote di prima mattina.

 

L’economista di Wall Street: l’eletta. Laureata in economia è impeccabile su ogni argomento. Conosce gli eventi prima che accadano e sarebbe in grado di riscrivere l’Iliade con una cascata di codici che le scorrono a pioggia sullo schermo. Un’immagine alla matrix, non so se rendo l’idea. Il boss le ha riservato un sito di auto e motori, per cui ogni giorno si sporca le mani scrivendo di bielle, frizioni e ammortizzatori. Ma la sua missione ultima è una sola: educare nel linguaggio un’orda barbarica di motociclisti tatuati che, sui social, la spacciano per uomo. Nessuno è convinto della riuscita dell’impresa, ma del resto lei…è la nuova Neo.

 

La bionda di design. Giornalista in erba nel mondo del glamour e della moda, qualcuno ha pensato bene di stroncarle la carriera sul nascere affidandole un sito di arredamento e “faccende domestiche”. Ed è così che gli eleganti bocchini lunghi per sigarette sono diventati degli swiffer di piume per lo spolvero; le clutch di Chanel messe nell’armadio per laterizi e radiatori componibili; e le sfilate di alta moda sono state surclassate da dirette tv con il Cersaie (salone dei cessi e delle mattonelle). Ma questo dobbiamo concederglielo: affronta sempre il tutto con glamour e con lo smalto mai sbavato.
L’unica domanda è: le autoreggenti faranno la fine della carrozza di Cenerentola? Si trasformeranno nella calze di Pippo? Chi può dirlo.

 

La mamma porting. C’è poi la (mia) colonna portante dell’area web. Il primo mattone della Muraglia Cinese, colei che ringhia a suon di SEO e porta il peso del sito balena (senza sonar). Lei ha studiato i grandi classici della letteratura e De Filippo l’ha accompagnata al suo primo giorno di scuola in azienda. Da lì in poi, porting e ricette sono diventati il suo pane quotidiano, per non dire il suo peggior incubo. Per fortuna che almeno durante la notte gli incubi spariscono. O meglio, scappano dal momento che il suo nido è già parecchio affollato da piccoli principi e minnie a grandezza uomo.

 

L’uno per tutti, il tutti per uno. A guidare la ciurma di matti? Un Jack Nicholson un po’ più stralunato e un po’ meno pericoloso. Un portiere di classe, che para i nostri sbalzi ormonali e rilancia al volo (perlomeno ci prova). La sua arma di minaccia di massa? Rol e permessi che riesce con impeccabile maestria di parole a trasformare in sensi di colpa pesanti come macigni. O almeno di questo tentiamo di convincerlo. Ma una cosa c’è da dire: Charlie protegge i suoi angeli con tutti i mezzi diplomatici in suo possesso. E credetemi, ne sono parecchi. Non è solo una questione di capo branco, quanto piuttosto un gesto di civiltà per evitare che un gruppo di donne isteriche (me compresa) si trovi ad avere rapporti con l’esterno.

 

Pochi hanno il privilegio di essere parte di un dream team come il nostro. E quasi nessuno riesce, con estremo coraggio e pazienza, a volare come noi sul nido di un cuculo che non smette mai di cantare. Se solo Milos Forman potesse vederci…

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