Una Mission Impossible nell’Escape Room

foto mission impossible
mission impossible rogue nation

E niente poi dici perché la Universal è la Universal. Sentite stavolta cosa ha tirato fuori dal cilindro in occasione dell’uscita nei cinema di Mission Impossible Rogue Nation, l’ultimo film della saga più impossible che mai. (Soprattutto perché, ricordiamolo, Tom Cruise sta correndo verso i sessanta).

In pratica che cosa è successo. Ho avuto la fantastica opportunità di partecipare ad un Escape Game organizzato dalla Universal per promuovere il prossimo esordio nei cinema di Mission Impossible Rogue Nation.

foto mission impossible

Lusingata, incuriosita, e non vi nascondo anche un po’ preoccupata (va bene ok, parecchio preoccupata), ho aderito entusiasta all’iniziativa.

Sagace nel lasciare a casa la tutina di pelle nera indossata da Rebecca Ferguson nella scena d’azione in moto, ho indossato i panni di Miss Marple. Perché diciamocelo, a parte che si addicono di più al ruolo, ma poi in quella tutina provateci voi a strizzarmici dentro.

Dai su, inutile comprare due etti di prosciutto e metterseli sugli occhi. Che spreco! Preferisco mangiarli.

Ad ogni modo, dopo un rinfrescante ed accogliente entrée di bevande e cibarie varie (ero proprio serena in quelle vesti di Miss Marple), si dà inizio ai giochi. Veniamo accompagnati, io e altri 3 baldi giovani blogger, nell’insidiosissima ESCAPE ROOM, dove ci troviamo alle prese con enigmi e misteri in stile Mission Impossible.

foto escape room
Ecco parte dell’Escape Room

Un membro del sindacato si è impossessato di una penna USB contenente materiale top secret. Il nostro compito è quello di scovare il colpevole, impossessarci della penna usb e scappare dalla stanza entro 60 minuti.

Non appena entrati, infatti, è stato attivato un timer di 60 minuti collegato ad una bomba. Quindi oltre a recuperare la chiavetta USB dovremmo anche avere il tempo anche di trovare la bomba e disinnescarla prima che della stanza rimanga solo polvere. Dovremmo…

Lucchetti a combinazioni multiple, pistole, valigette e indizi disseminati in ogni dove per portare a termine la nostra Mission Impossible. Voi direte “Ma nessun incoraggiamento?“. Certo che sì! La rassicurazione che ci è stata fatta prima di entrare nella stanza è stata:

In questa missione non dovrete usare sforzo fisico. Basterà la vostra logica e il vostro intuito per portarvi dritti alla soluzione.

Non so per gli altri, ma quando ho ascoltato la loro RASSICURAZIONE ho provato a vedere se leggendo la parola al contrario ci fosse scritto: sei fottuta.

Ma pare che in team si riesca in tutto, anche nelle Mission Impossible. Del resto, se la voce problem solving la troviamo su tutti i curriculum del nuovo millennio qualcosa vorrà pur dire no? Forse geneticamente siamo portati al problem solving e non l’abbiamo mai saputo se non nell’epoca degli inglesismi. Mah.

Dunque, riuniti tutti i neuroni intelligenti, rispolverato il fiuto di una vecchia volpe inglese, ma soprattutto, confidando nelle seghe mentali di stampo cinefilo, ci siamo spremuti le meningi per risolvere la mission.

E alla fine Vittoria!

Grondanti di sudore e gioiosi nei cuori per aver aperto la porta e non essere saltati in aria, siamo riusciti ad uscire dalla stanza come gagliardi guerrieri che odorano di virilità pura (in tutti i sensi).

Ecco tutto. Una mattinata divertente e un gioco perfettamente organizzato, per farci apprezzare in modo originale ed intelligente il film Mission Impossible Rogue Nation.

A differenza del vecchio Tom di fatica ne ho risparmiata in questa Mission. Perlomeno non ho dovuto viaggiare aggrappata al portellone di un aereo in decollo! O forse sì!?

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Io in una Mission Impossible prima di andare a comprare il pane per la cena

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