La valigia in sella: Fieracavalli

foto fiera cavalli
Fiera cavalli Verona

Spengo il pc, ormai più esausto di me. Cappotto, borsa e salto le scale per sentire il suono di uscita del badge. A lasciarmi finalmente alle spalle una settimana di lavoro che la metà basta. Dimentico tutto e corriamo con i minuti contati, io e l’alchimista dorato (in arte mio marito), a prendere l’ultimo treno per Verona Villafranca. Difficile trovare la posizione comoda sul sedile del treno, impossibile frenare l’eccitazione di ritrovare una grande passione e un porto sicuro per le confidenze.

Fieracavalli 2014 è stata l’occasione per trascorrere due giornate indimenticabili in compagnia di amici preziosi, emigrati a Verona per me da troppo tempo. Sbarchiamo puntuali (stranamente) in stazione. Ad aspettarci a Castel d’Azzano una polenta calda, l’abbraccio di mariamà e uno spettacolo della natura che timidamente si nasconde tra le braccia della mamma quando chiamo il suo nome: Valerio. Buon vino, chiacchiere, risate e una indimenticabile cena di ricordi finita a tarda notte.

1 giorno: sabato in Fieracavalli

Dopo tanta attesa riesco finalmente ad entrare nel mondo di Fieracavalli Verona. Tiro un respiro profondo, passo il tornello con un orgoglioso pass-stampa e vengo accolta dalla danza di un sontuoso frisone color notte, seguito da lipizzani bianchi e hiflinger dorati. Le gambe che tremano, il cuore che impazza, la testa che gira e la certezza di non essermi mai sentita più a casa prima di allora.

Un evento sicuramente degno di nota, dove il cavallo viene elogiato e ammirato in ogni sua forma. Dai purosangue arabi, agli spagnoli e frisoni, continuando con gli affascinanti mustang dell’epopea western, i paint, gli appaloosa, i quarter horse, i giganteschi cavalli italiani da tiro pesante rapido, fino agli adorabili falabella, alti più o meno come un San Bernardo. Insomma, più di 3.000 esemplari di 60 razze diverse sono stati protagonisti assoluti del mio stupore.

Inutile parlare della parte dedicata allo shopping. Cowboy hat, lazi di ogni tipo, stivali, camicie, le più bizzarre fibbie trash USA che mi mandano in visibilio. Accessori indispensabili per una cowgirl d’esperienza come me. E poi si passa dall’altra parte, con monili indiani, (in)fallibili acchiappasogni, coltelli, archi e frecce neanche uno potesse usarli per davvero.

Troppa adrenalina per un’unica giornata. Troppi capogiri per una Fieracavalli che merita di essere vista, ballata e vissuta fino a perderci la testa.
Io l’ho persa e forse non l’ho ancora ritrovata.

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