Volterra: a spasso con i (non) vampiri

foto Volterra

Da quando nel 2007 si è avviata la macchina New Moon, secondo capitolo della popolare saga vampiresca Twilight, a Volterra non si parla d’altro. Fazi editore ha addirittura pensato ad un libro con capitoli inediti vendibile solamente a Volterra. Questo adorabile paesino medievale sembra aver trovato luce nuova all’uscita del libro di Stephenie Mayer.

Ma quello che mi chiedo è: quanto c’è di triste in questa storia? Scoprire una realtà affascinante come quella di Volterra per una mania cinematografica che, forse, durerà solo qualche anno ancora, mi fa riflettere di nuovo su come gli enti del turismo curano le nostre gemme più preziose.

foto volterra

Meglio però guardare il bicchiere mezzo pieno e ringraziare Stephenie Meyer per aver fatto ricadere la sua scelta (a quanto pare in modo puramente casuale) sulla magnifica Volterra. Io l’ho appena visitata, girata, assaporata nelle sue specialità culinarie e scoperta nella parte più tetra che questa cittadina può nascondere. Una fra tutte il Museo della Tortura in piazza XX Settembre.

foto Museo della tortura - Volterra
Museo della tortura – Volterra

Vampiri sinceramente non ne ho incontrati, forse perché c’era un sole da cartolina o perché hanno preferito restare in locanda con una Vernaccia nel calice e una bottiglia di Chianti sotto braccio. Ma quello che ho visto ne valeva almeno 100 di quei bellocci pallidi.

foto volterra

Nel bel mezzo del paesaggio incontaminato tipicamente toscano, svetta sulla collina una seducente Volterra, ricca di attrazioni storiche e artigianali. Non ha mai smesso di abitare a Volterra una realtà segnata dalla presenza del popolo etrusco, dall’alabastro e dal mondo medievale evidente in ogni pietra delle mura duecentesche che abbracciano questa meraviglia.

Cosa vedere a Volterra?

foto Palazzo dei Priori
Palazzo dei Priori – Volterra

Volterra è sviluppata intorno a due principali punti di riferimento, da cui vi consiglio di partire per infilarvi nei vicoli stretti e caratteristici: piazza San Giovanni, dove visitare l’antica Cattedrale di Santa Maria e piazza dei Priori, il cuore della città medievale, in cui spicca l’antico Palazzo dei Priori costruito nel 1200, divenuto oggi uno splendido Municipio.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta, Volterra

foto cattedrale di Volterra
Battistero e Cattedrale di Santa Maria Assunta – Volterra

La Cattedrale di Santa Maria Assunta è stata consacrata nel 1120, con successivi ampliamenti a metà del 1200 e interventi decorativi nel 1842-43. Di fronte alla Cattedrale sorge il Battistero, costruito nel punto esatto dove sorgeva anticamente un tempio pagano.

foto cattedrale di volterra
Cattedrale di Santa Maria Assunta – Volterra

Da non perdersi neanche il Teatro Romano, appena fuori porta Fiorentina, uno degli scavi più belli e ben conservati d’Italia. L’area dove si sviluppa il teatro comprende anche i resti di un complesso termale sorto in età tardo-antica, dopo che il teatro venne abbandonato verso la fine del III d.C.

foto teatro romano
Teatro Romano di Volterra

Shopping a Volterra

Dopo aver visitato il Palazzo dei Priori e la Cattedrale posso dire di essermi meritata del sano e turistico shopping. Non potete lasciare Volterra senza portarvi dietro un piccolo tesoro di alabastro. Pensate che l’alabastro di Volterra è in assoluto il più pregiato d’Europa. La cittadina vanta un artigianato artistico con una storia di almeno due millenni, da quando gli Etruschi diedero inizio a queste creazioni leggendarie.

foto alabastro a volterra

La pietra continua ad essere la roccaforte di una città che ha saputo sfruttare al meglio le sue meraviglie naturali facendone un punto di forza. Io e l’alchimista dorato abbiamo acquistato giusto qualche cosina qua e là nelle botteghe di artigiani del centro, a prezzi assolutamente accessibili.

Dove fermarsi a mangiare a Volterra

foto don beta
Ristorante Don Beta – Volterra

Mi credete se vi dico che con l’alchimista siamo stati a girare in tondo inseguendo profumi perché non sapevamo quale trattoria scegliere? Di posticini dove fermarsi a mangiare un boccone ce ne sono molti (per un boccone s’intende antipasto, primo/secondo e dolce sia chiaro).

Alla fine la nostra scelta è ricaduta su Don Beta, perché quella trippa alla volterrana non riuscivo proprio a togliermela dalla testa. E una moglie affamata va sempre assecondata.

Aprite bene occhi e naso, camminate a testa in su e godetevi questo affascinante tour nella storia di Volterra. Se, poi, doveste essere meno fortunati di me e incontraste qualche famelico vampiro mandatelo da Don Beta. Perché come fanno loro la trippa alla volterrana nessuno mai.

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