XXX – Il ritorno di Xander Cage

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XXX-il ritorno di xander cage

Cominciamo da qui…

Si intuisce subito dal trailer che parliamo di un film di un certo, come dire, tono: XXX- Il ritorno di Xander Cage

Un giorno mi lancerò anche io da un imponente traliccio di trasmissione. Un giorno anche io, avrò gli scii ai piedi per eseguire alla perfezione uno slalom tra gli alberi. A tutta birra, è chiaro. Un giorno anche io farò surf, lungo una strada asfaltata con buche alla romana. Farò surf con uno skateboard, preso in prestito ad un ragazzo di strada. Mi aggrapperò al volo, con i talloni inchiodati allo skate, al finestrino di un camion in corsa. Batterò il cinque all’autista mentre mi lascio trascinare dal suo camion, a 80km orari. Anzi, mi farò offrire pure un caffè. Ben zuccherato, per cortesia.

Un giorno diventerò anche io la paladina spericolata di un gruppo di messicani che non vogliono pagare il canone tv per vedersi le partite di calcio in santapace. Farò funambolesche follie per allacciargli Sky gratuitamente. E vedere la Champions League senza cacciare una lira. Farò tutto ciò anche io, come Vin. Vin Diesel nel fim XXX-Il ritorno di Xander Cage intendo. Così lo vedrà Mr. FieradiMuscoli di che pasta sono fatta io. Un giorno lo farò. Ve l’ho detto e lo faccio, quanto è vero che ho visto in anteprima il terzo capitolo della saga XXX-Il ritorno di Xander Cage e mi sono fatta un film pure io.  Magari, ecco, lo farò un giorno lontano da oggi. Ma l’ho detto e lo faccio. Voi prendetemi sulla parola soffermandovi sull’aggettivo lontano.

Nel frattempo vi racconto un attimo quello che ha combinato quel mattacchione di Vin Diesel…

XXX-Il ritorno di Xander Cage: la trama

Quattro acrobatici terroristi rubano il Vaso di Pandora, un congegno capace di hackerare qualsiasi apparecchiatura. Come, ad esempio, la gestione dei satelliti intorno alla Terra. Tanto per dirne una. A risolvere questo bel casino è naturalmente Xander Cage (Vin Diesel). L'”agente tripla X“, strafottente e ribelle come al solito, impone le sue regole e chiama a rapporto la sua vecchia squadra. Mi pare scontato dirvi che risolverà la situazione a suon di strafottenza, salti nel vuoto senza paracadute. E riuscirà ad uscire “da un tornado come se si fosse trattato solo di una leggera brezza”.

Chi meglio di Vin Diesel poteva farlo? Il tutto sotto la sacra cifra stilistica dell’ironia che salva in calcio d’angolo anche il film più trash. E di trash ce n’è parecchio in XXX-Il ritorno di Xander Cage, credetemi. Però, vi dirò, è quel tamarro apprezzato proprio perché esagerato. Che si prende in giro ad ogni azione e che, quindi, ti fa alzare le mani tra risate e uahuahhahahahah no vabbè cioè ti prego!.

Voi, però, che fate tanto uahuahhahahahah no vabbè cioè ti prego!, ci restate incollati allo schermo a stritolare, ad ogni esplosione, la mano della vostra amica sedutavi accanto. E che non lo so io.

Ma il punto forte dell’intero film è proprio questo: non si prende mai sul serio. Vin Diesel abbina alla sua fiera di muscoli una palese ironia che non guasta mai. Perché, forse, la vera attrattiva di un uomo con i muscoli che cantano, è proprio quella di fare dell’autoironia quando li sfoggia nei suoi concerti.

Alla base del film, poi, accanto al trash più esaltante, c’è anche quel sano patriottismo splendidamente americano del “tutti insieme appassionatamente nemiciamici”. Il patriottismo che combatte il nemico pubblico comune, una cellula impazzita della sicurezza statale. In questo caso nel nome di un valore comune, la Famiglia delle “3 X” (e a proposito di famiglia preparatevi al nuovo Fast & Furious 8 dove, non a caso, continuiamo a trovare Vin Diesel in prima linea).

XXX-Il ritorno di Xander Cage è senz’altro un’ottima idea per trascorrere un paio di ore mettendo a riposo il cervello. Sicuramente è un bel modo per passare del tempo adrenalinico, pur restando stravaccati sulle comode poltrone vellutate del vostro cinema preferito. Io, decisamente, ve lo consiglio.

Per il lancio dal traliccio di trasmissione, lo scii, lo skate e tutto il resto, invece, meglio aspettare ancora un po’.

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