Fiori d’arancio… e puzza di invitati

foto fiori d'arancio
Fiori d'arancio in stile shabby chic

C’è profumo di fiori d’arancio nell’aria… e puzza di invitati. L’illusione di crogiolarsi nell’idea di un giorno di festa finisce nell’attimo in cui arriva l’inesorabile bastonata di una vocina simpatica: “Prima di tutto: ho assoluto bisogno di sapere il numero degli invitati per fermare la location”. E puf. Buco nero. Panico. Disturbi della personalità, io non ti conosco-io non so chi sei. che cosa ti avrò fatto nella precedente vita da cavallo, soffocami senza pietà.

Sì, perché forse non sapete ancora che il matrimonio al giorno d’oggi è una sfilata di mausolei, una gara alla festa dell’anno tra fasti, sbandieratori e cortei in pompa magna. Quindi capite bene che ruota tutto intorno al perno “invitato”. Con mio assoluto stupore la consecutio matrimoniorum è la seguente: numero invitati-location-chiesa. Un filo di briciole che se non lo segui finisci a casa di ucci-ucci.

Allora prendiamo coraggio e seguiamo il consiglio di Pollicino. Provo a riacquistare quel barlume di lucidità che mi è rimasto. Svuoto la testa, rilasso le spalle, conquisto la posizione Makarasana e cerco di fare mente locale…

fiori-2

Sempre peggio. La situazione che si delinea potrebbe paventare uno scenario che neanche La terra dei morti viventi. Un meltin’pot di parenti e conoscenti che aspetta solo di fare il debutto in società. Un brulicare di zii, prozie, figli di zii di cugini dei miei nonni, e vedete voi se non spunta fuori anche qualche trisauro data la giovane età media della mia parte. Ma non sono tanto quelli frequentati a tenere sulle spine, quanto gli zii conosciuti “su carta”. L’ombra di terrore per una zia Assunta o zia Ietta è in agguato e nessuno può cambiare un destino inesorabile. Ecco quello che si potrebbe palesare…

Zia ‘mpiccetta: l’esordio con la domanda a chi s’figl tu? è la sua firma distintiva, che potrebbe sfociare nella successiva E co chi lo fai l’amore? Ma questa possibilità eviterò di prenderla in considerazione. Lo faccio per il mio bene s’intende. Ad ogni modo non importa cosa si stia celebrando in quel giorno di giubilo. Chissenefrega come ti chiami, pensiamo alle cose serie. Basta ipocrisia, mettiamoci a nudo e abbattiamo le barriere della timidezza. Non nascondiamo le nostre origini. In fondo zia ‘mpiccetta vuole solo conoscere la varietà di ogni albero genealogico.
Roba di classe, roba di cultura.

Zio Peppino: in ogni famiglia c’è uno zio Peppino. Deve essere così. è un segno distintivo, un chiaro segnale di appartenenza al clan. Un marchio di autenticità e il segno di buona famiglia. Ma non si corre nessun pericolo con zio peppino: lui sta buono buonino al suo tavolo. Un vero totem da sfoggiare che fa molto famiglia nobiliare. Una vera guida spirituale che ci accompagnerà fino al prossimo peppino.

foto Fiori d'arancio

Zio riportino: prendiamoci in giro su tutto ma non su questo. Guai, e ti dico guai se manca all’appello zio riportino! Vale a dire il classico zio col riporto! E dai non scherziamo, un riporto d’eccezione che poi ad un certo punto della festa si srotola e sriporta non può mancare. Uno rischia di mandare a rotoli tutto se non trova certi punti di riferimento. Sono queste le cose che ti fanno sorridere appena sceso il velo, spingendoti fino all’altare con lo stomaco al suo posto, troppo impegnato dal ridere per salirti in gola. E da non dimenticare neanche il vento, grazie. Il riportino è nulla se manca il vento. Lo yin senza lo yang, john lennon senza yoko ono, Jules prima di conoscere Jim, Bianca che si tiene Bernie. Insomma il concetto l’avete capito: no riporto no wedding.

Zia giuro-spergiuro: è strano, ma proprio mentre mi divertivo a scrivere parole in libertà, accendo la tv e inizia un programma sui matrimoni. Per farla breve, pare che in Sardegna si usi rompere piatti pieni di grano, riso e varie (a seconda delle munizioni che si hanno in casa) per scacciare gli spiriti maligni. Ebbene, io sono ancora convinta che i miei incisivi centrali li custodisca la fatina dei denti (pronta a resituirmeli sotto forma di prestazione pensionistica); e sono certa di aver visto qualcuno in casa lanciare il sale fuori la porta, esplicando a gesti il significato di cornuto. Ma la mitragliata di cocci, sale e grano appena messo piede fuori dalla chiesa proprio no. è troppo anche per me! Il rischio zia giuro-spergiuro deve essere minimizzato quanto prima. Che la caccia alle streghe abbia inizio.

Ma sono sicura che filerà tutto liscio come l’olio. Finisce che zio peppino, fonte di sapienza popolare, se la intenderà con zia ‘mpiccetta; zia giuro-spergiuro farà comunella con zio riportino, impegnata con la sua malia nel tenere a bada il ribelle ciuffo ripiegato.
E ogni cosa andrà come deve andare…(lo giuro, spergiuro e controspergiuro).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *