Il Cammino di Santiago: quindi si va…

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Il Cammino di Santiago: un vuoto da colmare

Desidero partire: non verso le Indie impossibili o verso le grandi isole a Sud di tutto, ma verso un luogo qualsiasi, villaggio o eremo, che possegga la virtù di non essere questo luogo. Non voglio più vedere questi volti, queste abitudini e questi giorni.

Fernando Pessoa

Dicono che il Cammino di Santiago ti cresca dentro come un tarlo. E come un tarlo inizi a nutrirsi di idee, aspettative e sentimenti che sono lì, sopiti, a fare un rumore logorante. Giorno dopo giorno, quel tarlo continua nella sua impresa, spianando la strada ad una meta inaspettata e quanto mai opportuna. Senza se e senza ma, il Cammino vive in te come un chiodo fisso. L’unico scoglio in grado, forse, di arginarti. L’unico desiderio davvero realizzabile.

Un bisogno spontaneo, appagabile con un semplice ma azzardato atto di coraggio: pronunciare a voce alta le parole “ok, si va”. Sono passati due anni (almeno) da quando quelle strade sterrate le sfogliavo sulle riviste di viaggi per ritrovarmele, poi, in sogno. Ogni notte. Fino a quando finalmente gli eventi degli ultimi tempi mi hanno dato quel calcio in culo che aspettavo da un pezzo.

il cammino di santiago

Un’assolata giornata di agosto, un brulicare di pensieri, la testa ormai satura e un impulso improvviso a chiudere gli occhi per fare l’unico gesto sensato in quel momento: acquistare il biglietto aereo. 5 giorni prima della partenza. Destinazione Madrid. Solo andata naturalmente. Perché troppe decisioni in giornate così non vanno mai prese.

Ecco, non seguite il mio esempio alla lettera. Magari cercate di essere più onesti con voi stessi e un po’ meno avventati di me. Acquistate il biglietto qualche mese prima, così da trovarlo a prezzi vantaggiosi. Ma, ad ogni modo, anche all’ultimo secondo la strada del cammino è sempre quella giusta.

il cammino di santiago

Lasciatevi alle spalle dubbi di ogni sorta, come “avrò l’età giusta per fare il Cammino?“. Nessuna età è privilegiata per intraprendere il Cammino di Santiago. Sia che abbiate varcato l’adolescenza, sia che di decenni ne avete visti trascorrere abbastanza, il Cammino di Santiago rivela sorprese ad ogni età. E non lasciatevi scoraggiare da uno scarso allenamento fisico. Ricordate che, in qualunque caso, il fisico di una persona comune non sarà mai pronto ad affrontare dai 20 ai 30 chilometri al giorno. A meno che non siate ricchi ereditieri che amano vivere le giornate a macinare chilometri e chilometri stile Forrest Gump.

Camminate finché il cuore ma, soprattutto, il fisico vi regge. Evitate solo di fare troppi chilometri in partenza. Ricordate che anche se le gambe sembrano impazzite e un’incessante smania vi dice di andare, cercate di salire gradualmente con le distanze quotidiane da colmare. In questo modo potrete abituare il corpo ad un lavoro duro ma continuo ed evitare così tendiniti di ogni sorta.

Quale Cammino seguire…

Sul cammino di santiago

Buttate un occhio, meglio due, agli itinerari possibili del Cammino di Santiago. Perché di cammino non ce n’è solo uno, bensì 7. Cammino francese, Cammino del Nord, Cammino Aragonese, Cammino Primitivo, Cammino Inglese, Cammino Portoghese, Cammino Via de la Plata. Valutate chilometri e difficoltà del percorso e sentitevi liberi di seguire il cammino più consono a voi. Il mio è stato il Cammino Francese. Ahimè, non percorso dall’inizio per mancanza di tempo.
E quindi, per riassumere il tutto…

Itinerario scelto: Cammino Francese.
Tempo a disposizione: due settimane.
Chilometri da percorrere: facciamo sui 300 circa? Ma sì, dai, possono bastare per ora.
Una volta stabiliti i chilometri non resta che fissare la città di partenza. La mia è stata Astorga. Ma tornassi indietro partirei da León, appena una tappa prima.
Quindi si va!

Idee che si affollano: tante. Raccoglierle tutte è davvero impossibile. Uno zaino da riempire ma con l’ombra infausta degli 8 kg di peso massimo. Una concha da annodare con lo spago. Nessuno a cui rendere conto. Nessun progetto con scadenze imminenti. Solamente il desiderio di affidarsi a cuor leggero al semplice camminare. Senza troppe domande, senza troppe aspettative. Che in fondo lo sapevo benissimo che ci sarebbe stato qualcosa ad aspettarmi. A restare in sospeso gli ultimi abbracci e gli sguardi attoniti di chi era convinto avessi perso la bussola. Quando, invece, ero disperatamente impegnata nell’ultimo tentativo di ritrovarla.

mochila cammino di santiago
la mia inseparabile “mochila” del cammino

La constatazione di non aver programmato nulla e di avere con sé solo uno zaino su cui poter contare è inebriante e spaventosa. La sensazione che sia ancora tutto da organizzare non ti molla un attimo, finché non muovi i primi passi. Che poi, in realtà, quello che c’è da fare è solo abbandonare dubbi e paure e salire su quell’aereo. E seppure mi sfuggiva qualcosa, ero certa che gli ultimi pezzi li avrebbe raccolti il vento, come dice De André.

Zaino in spalla: si parte. Le avventure più belle sono quelle che ci crescono dentro. Come un tarlo, come una curiosità. Come un’ossessione. Come domande a cui non si riesce mai a dare risposta finché non ci si affaccia a vedere cosa si nasconde al di là di una percezione.

foto alba cammino di santiago
la mia prima alba lungo il cammino…

Osate. Partite. Aprite tutti i cassetti e lasciate volare i sogni. Saziate ogni intuizione, o almeno provateci. Entusiasmatevi. Sempre. Chiedete certezze e rispondete con azzardi. E se non volete ascoltare me, seguite il consiglio di Mark Twain…

Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite…

Il mio Cammino di Santiago giorno per giorno…

#1 giorno: Astorga-Foncebadon

#2 giorno: Foncebadon-Ponferrada

#3 giorno: Ponferrada-Villafranca del Bierzo

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