Principessando a San Gimignano

San Gimignano

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Stavolta, tra un giro e l’altro, io e l’alchimista dorato siamo finiti in Val d’Elsa, nel cuore della verdeggiante Toscana.

Avrei potuto indossare il mio vestito da Lady Lucretia, montare su un frisone bardato di orpelli medievali e passare sotto l’Arco dei Becci di San Gimignano senza che nessuno mi notasse. Sì, certo, l’alchimista dorato con la sua chioma irish e l’incarnato porcellanato sarebbe potuto apparire fuori luogo, ma con la giusta armatura nessuno se ne sarebbe accorto.foto San Gimignano

A San Gimignano non si cammina senza avere la sensazione di essersi persi in pieno Medioevo. Le tredici torri che toccano il cielo, il pozzo dei desideri al centro di piazza della Cisterna, le chiese incantevoli e quelle strade fatte di ciottoli e mattoni dal tocco ancestrale e dalla scivolate contemporanee.

foto San Gimignano

Tutto a San Gimignano racconta di un tempo in cui il religioso si intrecciava con il politico, gli intrighi di corte, i misteri racchiusi dietro le porte di legno con effigi templari. Non mi sarei stupita se da un momento all’altro che avessero fischiato l’inizio della battuta di caccia col falcone. Ero lì, che aspettavo con ansia il suono del corno di Helm Mandimartello suonato nel fosso un’ultima volta. Fa che questa sia l’ora in cui sguainiamo le spade insieme! Feroci atti, sveglia! Non per collera, non per rovina o la rossa salsa aurora!… Forza, Eorlingasss
Morteeeeeee!!!!!!!!!

Insomma. Non è andata proprio così alla fine. Ma la morte per fame l’abbiamo sfiorata varie volte a fare su e giù per vicoli e torri. Non pensate di approcciarvi a San Gimignano con un paio di Jimmy Choo ultimo grido. Dimenticate l’idea del tacco alto-medio-basso-a tronchetto. Mettete in valigia un paio di scarpe da ginnastica comode (e non le timberland che ci spaccano i piedi ma che fanno fighetto) e iniziate a fare training autogeno per scalare la cima della torre più alta. TORRE GROSSA.

foto San Gimignano

Ma quando abbiamo preso il biglietto, il nome Torre Grossa di San Gimignano è passato inosservato ai nostri neuroni? Ma TORRE GROSSA vorrà dire qualcosa no? Scemi. Molto scemi. Molto molto scemi. E sì, dai, facciamoci due passi sui gradini infiniti di Torre Grossa. Alla fine di quella alta pianta di fagioli fatta di pietra e legno mi sarei aspettata almeno il signor Ucci-Ucci e invece niente. In realtà, quello che abbiamo trovato è valsa tutta la fatica e le oscene vesciche ai piedi con cui abbiamo combattuto l’intero giorno. Una campana. Grossa, proporzionata alla Torre. E poi, il cielo, le nuvole, le punte dei cipressi, le torri di San Gimignano (Torre La Rognosa o le Torri dei Salvucci) e un panorama da mozzare il fiato. Da 72 torri che sorgevano in epoca medievale, a rappresentare ricchezza e potere delle famiglie di San Gimignano, se ne contano oggi solo tredici. Voi avrete la possibilità di salire sulla più alta torre di San Gimignano.

foto San Gimignano

Lo so, sarà dura. Un senso di scoramento sarà sempre con voi come la coperta di Linus. Vi sembrerà di vedere le lucciole e diventerete una mungitrice di acido lattico che vi salirà alle orecchie.
Lo so. Conosco già anche i vostri pensieri più intimi di quei momenti. Ma vi tocca. La scarpinata di Torre Grossa la dovete fare. MAREMMABUCAIOLA.

foto San Gimignano

Poi tanto è in discesa. Vi prendete un bel gelato o magari anticipate il pranzo con una sanguinolenta fiorentina e tutto passa.

Un boccone a San Gimignano: dove mangiare?

Fermo restando che la fame era tanta, dopo aver macinato chilometri come due giovani marmotte cocainomani. Aggrappati alla sicurezza che in Toscana, anche se entri nella bettola più malfamata mangerai comunque dadio. La scelta del ristorante non avrebbe dovuto creare problemi. Direte voi, fortunati esseri umani dalla normalità spiccata. Ma non a tutti questo basta. L’alchimista dorato ha ritenuto opportuno consultare lo Yi Jing, nostro signore di pranzi e cene fuori, colui che se non proferisce recensione non si può ordinare neanche uno spritz. Il suo nome è TripAdvisor.

foto San Gimignano.

Non vi posso, quindi, dare l’esclusiva sui ristorantini dove abbiamo mangiato l’impossibile, ma vi posso dire se ne è valsa la pena. Non fate colazione e non fate merenda se avete intenzione di provare la cucina dell’Osteria del Carcere, dove crostoni, zuppe, ribollite e dolci avranno la meglio sui vostri sensi di colpa. Nel mio caso, con estrema facilità direi.

Se proprio volete esagerare, prenotate una cenetta o, meglio ancora, un pranzo sulla terrazza del ristorante La Grotta di Fulignano, all’interno dell’omonimo castello medievale. Sarete serviti come dei veri pachà, mentre sorseggiate un ottimo Chianti, godendovi uno spettacolo naturale e…mangereccio! L’alchimista dorato ne è uscito appagato e con i nervi distesi e rilassati.

foto San Gimignano

Vi consiglio di fare un salto a San Gimignano di domenica, giorno impestato da orde barbariche e fameliche di turisti ma che accoglie un tipico mercatino artigianale in piazza del Duomo.
E che per qualche bancarella vi fate spaventare da una ciurma di cinesi trotterellanti e impazziti? Chissenefrega! Abbagliateli coi flash della vostra Nikon, colpiteli (per sbaglio, s’intende) con i loro bastoni per selfie e continuate per la vostra strada.

Andate sereni. Camminate, esplorate e lasciatevi incantare da San Gimignano. Ne vale davvero la pena.

Cosa aggiungere al vostro weekend sangimignasese…

Un ultimo consiglio e poi vi lascio partire per San Gimignano. Giacché siete in zona, potete arrivare facilmente a Volterra, diventata super popolare dopo quei 4 vampiri figoni che l’hanno assediata. Qui le mie impressioni su Volterra.

Da non farvi sfuggire neanche Certaldo, il paese di Boccaccio, e quel gioiellino di Monteriggioni.

photo credits: Alice Coccia

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